GIGI GHERZI

È attore, scrittore e regista teatrale. Inizia la sua attività teatrale negli anni 1974-1977 all’interno del movimento dei teatri di base. Nel 1989 incontra Roberto Corona e Monica Mattioli con cui forma la compagnia Corona-Gherzi-Mattioli con cui realizza come regista e autore Arbol (1989) vincitore del Premio Scenario 1989, Ari-Ari (1993), vincitore del Premio ETI-Stregagatto 1994, Periferico Otto (1995), Muneca (1998), Premio ETI-Stregagatto 1998.
Nel suo percorso artistico ha collaborato come regista e drammaturgo con Assemblea Teatro di Torino, Pandemonium Teatro di Bergamo, il gruppo La Ribalta di Merate, il Teatro Mummpitz di Norimberga, il Teatro Stabile di Norimberga, il gruppo I Teatrini di Napoli, la cooperativa Teatro del Buratto di Milano, la cooperativa Alfieri-Mago Povero di Asti, i gruppi Quelli di Grock e Alma Rosè di Milano, il gruppo Cantieri Koreja di Lecce, il Collettivo Dionisi di Milano, il gruppo Cerchio di Gesso di Foggia, il progetto Memoria del presente di Milano, il gruppo Terramare Teatro di Presicce (Lecce) il Teatro dell’Argine di San Lazzaro (Bologna). Dal 2010 è direttore artistico di Teatro degli Incontri, una delle più riconosciute esperienze di teatro d’arte civile a livello nazionale.
Negli ultimi anni sviluppa un’attività pedagogica rivolta in particolare al tema della drammaturgia, della formazione dell’attore, della scrittura creativa. Tiene negli anni seminari e workshop su questi temi presso la Casa degli Alfieri di Asti e la Civica Scuola d’Animazione Pedagogica del Comune di Milano, per conto dell’Ente Teatrale Italiano, presso Il Master per operatori teatrali nel sociale di Torino, per la scuola teatrale Campo Teatrale di Milano (2002-2008) dove ha aperto il progetto di pedagogia teatrale sperimentale La bottega dell’attore-autore, per il teatro Al Harah di Betlemme (Palestina).
Sviluppa in questi anni una costante attività di teatro nel sociale, con lavori all’interno del carcere, di centri di aggregazione giovanile e dei Centri Sociali Autogestiti. Collabora dal 2006 con l’ITC Teatro di San Lazzaro-Teatro dell’Argine alla direzione artistica del progetto La scena dell’incontro sul rapporto tra produzione artistica contemporanea e culture migranti.
Nel 2003 e nel 2008 per la casa editrice Sensibili alle foglie sono usciti i suoi romanzi Tuani e Pacha della strada.


BRUNA BONANNO

Nasce nel 1997, a Catania. Studia Filosofia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Nell’estate 2018 si diploma al corso di Autore teatrale presso la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi. A Settembre 2018, vince il bando Camp degli Autori – Siae al Mare e viene selezionata da Residenza Idra per il Corso di alta formazione – Attore creatore. Il testo MeTe, pubblicato da Cue Press, è stato presentato al Piccolo Teatro di Milano nell’ambito di Tramedautore 2019 – Festival Internazionale delle Drammaturgie, organizzato da Outis.

 

 


ANGELA DEMATTÈ

Nata e cresciuta a Trento, dopo la maturità si trasferisce a Milano dove si laurea in Lettere Moderne e si diploma all’Accademia dei Filodrammatici.
Nel 2009 inizia la sua attività di drammaturga con il testo Avevo un bel pallone rosso, (vincitore del 50esimo Premio Riccione e del Premio Golden Graal Astro nascente per il teatro), messo in scena da Carmelo Rifici, che anche cura la regia degli altri suoi testi: L’officina – storia di una famiglia, il progetto Chi resta (scritto con Renato Gabrielli e Roberto Cavosi), Clitennestra o la morte della tragedia, Ifigenia, liberata (prodotta dal LAC di Lugano e dal Piccolo Teatro di Milano, 2016).
Negli stessi anni lavora su altri progetti: Stragiudamento e Lungh ‘me la Fabrica del Domm (regia di Andrea Chiodi), Stava la madre (vincitore dei Teatri del Sacro, regia di Sandro Mabellini), Guida estrema di puericultura, scritto con Francesca Sangalli (finalista premio Dante Cappelletti, regia di Renato Sarti). Nel 2014 lavora al progetto Mad in Europe, che vince il Premio Scenario 2015. Il suo lavoro è stato pubblicato in Italia (Editoria & Spettacolo) e in Francia (Les solitaires intempestifs).


ANNA SERLENGA

Diplomata all’Università Iuav di Venezia in Scienze e Tecniche del Teatro, è dottore di ricerca in Cultural Studies presso l’Università di Palermo. Ha lavorato come assistente alla regia per Gigi Gherzi nello spettacolo BABA e insieme a Pietro Floridia in Report dalla città fragile. Ha fondato, con Gherzi, l’esperienza di teatro cittadino Teatro degli Incontri (2010). Come regista, è stata selezionata ad importanti premi nazionali: finalista al Premio Kantor 2010, con lo studio Belonging – trilogia dell’appartenenza #01.nazione (2011); semifinalista al Premio Scenario 2013. Dal settembre 2012 svolge la sua attività registica in Tunisia, dove ha prodotto lo spettacolo MOUVMA! Nous, qui avons encore 25 ans, semifinalista per Premio Scenario 2013 e menzione speciale al festival Stazioni d’Emergenza. Vive tra Milano e Tunisi, dove ha fondato un collettivo teatrale, Corps Citoyen, e dove insegna alla Facoltà di Scienze Umane dell’Università di Sfax. Ha collaborato, in qualità di formatrice teatrale, con l’Institut Supérieur d’Art Dramatique (Isad) e l’Istituto di Cultura Italiana di Tunisi.


FABRIZIO SINISI

Drammaturgo, poeta e scrittore. Dal 2011 è dramaturg della Compagnia Lombardi-Tiezzi, per cui ha scritto il dramma in versi La grande passeggiata (2012). Nel 2014, in collaborazione con i nuovi Teatri di Bari inaugura il Progetto Goldoni, una trilogia di riscritture goldoniane nel Meridione contemporaneo: Gl’innamorati (2014), La locandiera (2015), Arlecchino (2017). Nel 2015 il testo Jekyll ottiene la segnalazione tra i finalisti del Premio Riccione Tondelli, del Premio Testori e del Premio Platea. Nel 2016 scrive Medea, trascrizione del mito greco all’interno di un reportage sulla prostituzione sulle strade italiane, con Elena Cotugno. Sempre nel 2016, va in scena nell’ambito di Tramedautore (organizzato da Outis) al Piccolo Teatro di Milano Natura morta con attori, regia di Alessandro Machìa. Nel 2017 partecipa al Global Shakespeare, progetto internazionale di riscritture shakespeariane da parte di autori contemporanei a cura del Teatro Bellini di Napoli, con il testo Giulio Cesare. Uccidere il Tiranno. Nel 2018 lavora presso il Piccolo teatro di Milano per realizzare la drammaturgia di Freud o L’interpretazione dei sogni di Stefano Massini per la regia di Federico Tiezzi, e debutta al Napoli Teatro Festival con Ritratto di Dora M., con la regia di Francesco Frongia, mentre presso il festival Primavera dei Teatri di Castrovillari esordisce con Eracle Odiatore per la regia di Gianpiero Borgia. Collabora stabilmente con numerose testate letterarie e teatrali come “doppiozero”, “balenabianca” e “indiscreto”. È dramaturg della Compagnia Lombardi-Tiezzi e del Teatro Laboratorio della Toscana. Dal 2015 è docente di Drammaturgia presso la Scuola di Scrittura Flannery O’Connor di Milano. Dal 2018 è drammaturgo residente presso il CTB – Centro Teatrale Bresciano.


DIAMANTE

Daniele Vitrone, in arte Diamante, rapper e cantautore italo brasiliano, esordisce nel 2001 con il cd Negri de Roma, album degli Indelebile Inchiostro, primo gruppo in Italia di soli italo/stranieri che cantano in italiano. Nel 2012 è fra i primi dieci in due concorsi nazionali di poesia (“Scrivere altrove” e “Campionato nazionale di poetry slam”). È il fondatore ed ideatore di “Barrio Nacional” e “Same blood”, due progetti che coinvolgono rappers da tutta Italia (con origini africane e sud americane). Attualmente è in studio a preparare il nuovo progetto musicale solista, lavorando parallelamente come coordinatore di laboratori di scrittura e rap in progetti educativi nel centro-nord Italia.