2008

 
 
TRAMEDAUTORE
Festival internazionale della nuova drammaturgia
 VIII edizione
 
Milano
7-14 settembre 2008
 
Piccolo Teatro, Teatro Studio, via Rivoli 6
Teatro Out Off, via Mac Mahon 16
Fonderia Napoleonica Eugenia, via Thaon di Revel 21
 
 
 
Argentina – Cile – Messico - Uruguay - Italia
 
 
 
 
Argentina, Cile, Messico, Uruguay e Italia sono i protagonisti di questa ottava edizione di Tramedautore che comincia il 7, con una festa d’inaugurazione presso la Fonderia Napoleonica, per proseguire fino al 14 settembre 2008 al Piccolo Teatro - Teatro Studio di Milano (8-12) e al Teatro Out Off per le immancabili giornate dedicate alla drammaturgia italiana.
 
Latinoamerica - Due spettacoli in lingua originale e cinque testi teatrali scelti, dopo un’ampia ricognizione fra le opere di numerosi autori contemporanei, da un comitato di lettura, appositamente tradotti in italiano per l’occasione e quindi affidati a giovani gruppi teatrali per una stimolante mise en espace, offrono un saggio significativo, anche se naturalmente non esaustivo, della scrittura drammatica di questi quattro paesi appartenenti a quella vastissima area chiamata Latinoamerica. Delineare un discorso comune che abbracci culture teatrali molto diverse fra loro, anche se dotate di una stessa matrice linguistica, non è certo possibile: ogni singolo testo qui parla la sua lingua e ci racconta la sua particolare storia. Tuttavia, forse non sbaglieremo nel dire che in questa parte del mondo, dove la parola democrazia non è mai stata molto praticata e dove i poveri con i loro sterminati accampamenti di baracche continuamente assediano, come in una eterna guerra di Troia, le mura alte e inaccessibili delle città dei ricchi, la linfa che ancora nutre la scrittura teatrale sale da questo terreno vasto e brado dell’ingiustizia sociale. Ma è un impulso, un imperativo, quello sociale e politico, attraversato dal disincanto. Perché, lo sappiamo, la fine di sanguinose dittature, di populismi violenti non ha portato sempre i mutamenti auspicati e sperati. E il teatro si è ritrovato a riflettere su se stesso, a dividersi fra necessità di denuncia e consapevolezza della propria debolezza.
 
Spiando Cechov - È giusto patire per giardini di ciliegi abbattuti quando per le strade sono gli uomini a essere abbattuti? Non sembri fuori luogo il riferimento al celebre testo russo. Perché a metterlo al centro della propria riflessione è Guillermo Calderón nel suo testo Neva. Strana coincidenza davvero che questa rassegna latinomericana si apra con due spettacoli accomunati dal nome di Anton Cechov. Lo scrittore russo che considerava limonata la propria opera a confronto dell’alcol della generazione che l’aveva preceduto, si sarebbe stupito, anzi probabilmente contrariato, che quei suoi personaggi che lui avrebbe voluti spazzati via dalla Storia, o meglio da una Storia migliore, avrebbero invece continuato a intercettare i malesseri del ventunesimo secolo. Nello spettacolo del gruppo Teatro en el Blanco che con questa messinscena – da Milano apre la sua tournée italiana – ha riscosso ampi riconoscimenti, inaugurando felicemente la sua fondazione, lo scrittore medico è indirettamente protagonista. Scomparso da soli sei mesi, è il rappresentante di un mondo poetico e di un teatro che, nel drammatico giorno della pacifica dimostrazione di operai finita con una strage, la celebre Domenica di sangue del 9 gennaio 1905, la moglie Olga Knipper, attrice del Teatro d’Arte di Stanislavskij, tenta di tenere in vita durante una prova in teatro del Giardino.
Attinge, invece, a piene mani a Zio Vanja, Daniel Veronese nel suo asciutto, intenso e disperante Espía una mujer que se mata, riscrittura scenica del capolavoro cechoviano con inserti del drammaturgo russo ottocentesco Ostrovskij e delle Serve di Genet. Piccole ma decisive le variazioni del testo originale e accompagnati da un Serebrjakov, che, anziché professore di letteratura, è un teorico del teatro (che di teatro, naturalmente, non capisce nulla), la riflessione sull’arte della scena da politica si fa esistenziale e la ricerca di verità dell’attore assume un valore che riguarda strettamente anche noi spettatori.
 
La vita fa crack - Sia Edgar Chias che Legom sono due autori di punta della nuova drammaturgia messicana, entrambi molto rappresentati (e pubblicati), attivi in campo teatrale anche in altri ruoli (insegnanti, critici, direttori di rassegne) e la loro poetica non si esaurisce certo nei due testi che si è scelto di tradurre. Crack o de las cosas sin nombre (Crack o delle cose senza nome), è senz’altro l’opera più dichiaratamente e apertamente politica di Chias (per questa ragione osteggiata in patria per via della sua visione poco edificante della vita di certa classe media messicana), il quale ha al suo attivo anche opere dai temi sociali più nascosti e dalla forte sperimentazione linguistica come il recente El ciel en la piel (Il cielo nella pelle). Il tema della droga, problema sociale gravissimo con radici economiche estremamente capillari, è stato affrontato anche da Legom nel suo testo più tradotto Las Chicas del 3.5” floppies, per questo si è deciso di presentare un testo del tutto diverso, il suo deliziosamente almodovoriano Sensacional de maricones (Il Corrierino delle checche), dalla singolare struttura drammaturgia che al dialogo mischia la narrazione, storiella d’amore omosessuale dove dietro ai cliché da fotonovela emergono vite fondate su benesseri e morali d’accatto.
Le due uruguayane, Estela Golovchenko e Raquel Diana, sono invece autrici strettamente legate alla pratica del teatro, entrambe anche attrici e registe, lavorano da sempre con compagnie indipendenti, in cui si sono formate e hanno portato in scena le loro prime creazioni. Sia l’una che l’altra per descrivere le miserie sociali e culturali del proprio paese si rivolgono allo sguardo innocente, fantasioso e arguto dell’infanzia. Vacas Gordas (Vacche grasse) della Golovchenko, che si svolge per l’appunto a Fray Bentos, cittadina ai confini dell’Argentina in cui ha sede la sua compagnia Sin Fogón, racconta i sogni di ricchezza di due fratelli abbandonati a se stessi, un ragazzino e un’ adolescente, alle prese con una vacca rubata. Mentre Raquel Diana in Alicia: ¿quién lo soñó? (Alice: chi l’ha sognato?) attraverso gli occhi di un’Alice dei nostri giorni che si ritrova a viaggiare in un mondo delle meraviglie stranamente somigliante all’universo televisivo, ci mostra come anche la parte più intima e rivelatrice di noi stessi, i nostri sogni, peschino le loro immagini, i loro simboli dal gran baraccone mediatico che ci circonda.
Infine Manuela Infante, giovanissima autrice cilena, che con l’opera prima Prat incentrata sulla figura di un eroe nazionale ottocentesco, sollevò grande scandalo sulla stampa conservatrice, e della quale a Santiago abbiamo visto Cristo (poi ospitato al Festival di Spoleto). Anche Rey Planta (Re Pianta) è un’opera provocatoria, che attraverso i pensieri che nel corso di una giornata affollano la mente di un re ridotto a vegetale, che non può muoversi né parlare, ci mostra i meccanismi sottili del potere cui tutti siamo sottomessi.
 
Week-end italiano – Sabato e domenica tre opere di autori italiani si avvicenderanno sul palcoscenio dell’Out Off. Il 13 settembre, il monologo Doll is mine di Katia Ippaso, diario che rivela i sentimenti più segreti di una giovane dormiente, precederà lo studio Manifesto per l’eliminazione del maschio - vademecum allegro ma non troppo per il nuovo mondo, a cura di Carla Chiarelli, miscellanea di scritture femminili di diversissima natura, che a partire dal libro della femminista radicale americana Valerie Solanas riformula con ironica provocazione un attacco al maschilismo del nostro tempo. Il 14 settembre, a chiusura del Festival, l’anteprima nazionale dello spettacolo Un mondo perfetto di Sergio Pierattini (anche regista e attore insieme a Milvia Marigliano e Davide Lorino), testo vincitore del Premio Riccione 2007, storia crudele di un’adozione che, invece di portare la sperata felicità familiare, conduce a una disperante sconfitta, alla tragica coscienza dell’impossibilità di amare il figlio tanto desiderato.
 
Non mancheranno, nel corso delle giornate del festival, occasioni di approfondimento, incontro, aperitivo. Giovedì 11 settembre, presso il Piccolo Teatro Studio,  Guillermo Heras Toledo, direttore del progetto Iberescena e Fernanda Hrelia, ispanista e docente universitaria di letteratura spagnola, guideranno una Conversazione, aperta al pubblico, con gli autori Edgar Chías, Raquel Diana, Estela Golovchenko, Manuela Infante Güell, Luis Enrique Gutiérrez Ortiz Monasterio, Daniel Veronese. Sabato 13, al Teatro Out Off, invece, è la volta di AperRosa, aperitivo che apre la giornata dedicata al teatro femminile e aperto a tutti gli uomini di buona volontà.
 
 
CALENDARIO
 
 
DOMENICA 7 SETTEMBRE
Fonderia Napoleonica Eugenia
Dalle ore 17.00: Festa di inaugurazione con musiche dal vivo latinoamericane
I musicisti, professionisti e non, sono invitati a partecipare ad una jam sassion latinoamericana.
 
 
LUNEDÌ 8 SETTEMBRE
Piccolo Teatro – Teatro Studio
 
CILE
ore 20.30
Neva
di Guillermo Calderón
regia di Guillermo Calderón
con Jorge Becker, Trinidad Gonzalez, Paula Zúñiga
produzione Teatro en el Blanco e festival Santiago a Mil
In lingua originale con sovratitoli in italiano a cura di Domenico Polidoro
Spettacolo
 
 
MARTEDÌ 9 SETTEMBRE
Piccolo Teatro – Teatro Studio
 
URUGUAY
ore 20.30
Vacas Gordas- Vacche Grasse
di Estela Golovchenko
traduzione di Cristina Ferrajoli e Pier Paolo Olcese
regia di Sara Pessina
con Maria Concetta Gravagno, Davide Pini Carenzi
Mise en espace
 
CILE
ore 21.30
Neva (replica)
di Guillermo Calderón
regia di Guillermo Calderón
con Jorge Becker, Trinidad Gonzalez, Paula Zúñiga
produzione Teatro en el Blanco e festival Santiago a Mil
In lingua originale con sovratitoli in italiano a cura di Domenico Polidoro
Spettacolo
 
 
MERCOLEDÌ 10 SETTEMBRE
Piccolo Teatro – Teatro Studio
 
MESSICO
ore 20.30
Crack
di Edgar Chías
traduzione di Marco Galeotti
regia di Claudio Longhi
con Thuline Andreoni, Lino Guanciale,Marco Lorenzi, Barbara Mazzi, Alberto Onofrietti, Stefano Tognarelli
Mise en espace
 
URUGUAY
di Raquel Diana
ore 21.30
Alicia: ¿quién lo soñó?- Alice: chi l’ha sognato? Episodi della vita postmoderna
traduzione di Fernanda Hrelia
regia di Carolina De La Calle Casanova
con Federico Bonaconza, Elisa Bottiglieri, Andrea Pinna, Francesca Radaelli, Marco Ripoldi, Valentina Scudieri
musiche dal vivo di Alberto Scotti
 
Mise en espace
 
GIOVEDÌ 11 SETTEMBRE
Piccolo Teatro – Teatro Studio
 
ore 18.30
Tavola rotonda sul teatro latinoamericano con gli autori ospiti del festival
Coordinano Guillermo Heras Toledo, direttore del progetto Iberescena e Fernanda Hrelia, istanista e docente universitaria di letteratura spagnola.
 
CILE
ore 19.30
Rey PlantaRe Pianta
di Manuela Infante Güell
regia Giulio Baraldi
con Giulio Baraldi e Karun Grasso
Mise en espace
 
ARGENTINA
ore 21.00
Espía a una mujer que se mata
Spiando una donna che si uccide
di Daniel Veronese
regia di Daniel Veronese
con Mara Bestelli, María Figueras, Fernando Llosa, Marta Lubos, Osmar Nuñez, Silvina Sabater, Marcelo Subiotto
in collaborazione con Pier Paolo Olcese
produzione Sebastián Blutrach
con il patrocinio di Avance producciones, S.L.
In lingua originale con sovratitoli in italiano a cura di Cristina Ferrajoli e Pier Paolo Olcese
Spettacolo
 
 
 
VENERDÌ 12 SETTEMBRE
Piccolo Teatro – Teatro Studio
 
MESSICO
ore 19.30
Sensacional de mariconesIl corrierino delle checche
di Luis Enrique Gutiérrez Ortiz Monasterio - Legom
traduzione di Anna Ceravolo
regia di Claudio Autelli
con Fabrizio Lombardo, Woody Neri, Vincenza Pastore 
Mise en espace
 
ARGENTINA
ore 21.00
Espía a una mujer que se mata (replica)
Spiando una donna che si uccide
di Daniel Veronese
regia di Daniel Veronese
con Mara Bestelli, María Figueras, Fernando Llosa, Marta Lubos, Osmar Nuñez, Silvina Sabater, Marcelo Subiotto
in collaborazione con Pier Paolo Olcese
produzione Sebastián Blutrach
con il patrocinio di Avance producciones, S.L.
In lingua originale con sovratitoli in italiano a cura di Cristina Ferrajoli e Pier Paolo Olcese
Spettacolo
 
 
SABATO 13 SETTEMBRE
Teatro Out Off
 
ore 18.00
ApeRosa - Aperitivo
 
ITALIA
ore 19.00
Doll is mine
di Katia Ippaso
regia di Roberto Amoroso
con Emanuela Villagrossi
Mise en espace
 
 
ITALIA
ore 20.30
Manifesto per l’eliminazione del maschio,
La creazione della donna
Vademecum allegro ma non troppo per il nuovo mondo
testi di Mary Daly, Guerilla Girls, Valerie Jean Solanas
a cura di Carla Chiarelli
con Carla Chiarelli, Viviana Nicodemo
performer Annamaria Ajmone
contributi visivi di Cindy Sherman, Carol Rama
con la partecipazione straordinaria di Allun gruppo di performer e musiciste
divano di Fabio Novembre gentilmente concesso da Driade
Uno studio
 
 
DOMENICA 14 SETTEMBRE
Teatro Out Off
 
ITALIA
ore 20.30
Un mondo perfetto
di Sergio Pierattini
regia di Sergio Pierattini
con Davide Lorino, Milvia Marigliano, Sergio Pierattini
scene e costumi Barbara Bessi
luci Gianni Straropoli
musiche Gwyneth Schaefer
produzione Valdez Essedi Arte/BAM teatro
Spettacolo – anteprima nazionale

 
 
 
 
 
BIGLIETTI 
INGRESSO SERATE
intero 7 euro
attori, registi, operatori e allievi scuole di teatro 3 euro
 
 
FESTA DI INAUGURAZIONE
ingresso 5 euro
 
 
 
 
INFORMAZIONI
Info e prenotazioni:
Outis - Centro Nazionale di Drammaturgia Contemporanea
via U. Ollearo 5, 20155 Milano
tel. 02.39257055 - 328.7611038
fax. 02. 39200578
info@outis.it
www.outis.it
 
 
 
 
LO STAFF DI OUTIS
Angela Lucrezia Calicchio, presidenza e direzione
Bruno Bearzi, relazioni culturali e finanza, vicepresidente
Pierangela Zanzottera, responsabile segreteria artistica e organizzativa
Cecilia Taietti, comunicazione
Valentina Colorni, responsabile produzione
Ilaria Bartolozzi, ufficio stampa
 
 
 
COMITATO ARTISTICO
Roberta Arcelloni, Angela Lucrezia Calicchio, Pier Paolo Olcese
con la collaborazione di Guillermo Heras Toledo, direttore del pregetto Iberescena.