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VERBA VOLANT

 Profezie civili di un anticonformista

di Goffredo Parise

Un progetto di

QUELLICHERESTANO

con il Patrocinio della Fondazione Parise

con

 Carla Chiarelli

Musiche composte ed eseguite da Piero Salvatori

Contributi video STORIE Digitali

Scenografia Silvia Manzoni

Costumi Giusy Gandolfo

Adattamento e regia Fabrizio Parenti

 

 

 

 

In prima assoluta

Lunedì 29 e martedì 30 giugno – ore 20.00 |  Venerdì 3 e sabato 4 luglio 2009 – ore 20.00

PAC Padiglione d’Arte Contemporanea

 

LO SPETTACOLO

 

Verba volant - Profezie civili di un anticonformista  raccoglie la corrispondenza con i lettori pubblicata sul "Corriere della Sera" fra il 1974 e il 1975, edito per Liberal Libri a cura di Silvio Perrella; cui si aggiunge Benessere borghesia,  un racconto apparso sul Corriere nel settembre del 1971, edito da Via del Vento edizioni, ed escluso dai Sillabari  senza alcuna motivazione.

 

Parise sapeva accettare la sfida del nuovo calandosi nella storia e nella realtà, in anni davvero difficili. La modernizzazione, iniziata nel decennio precedente, esplose investendo in una richiesta di nuovo, di assetti sociali e di modi di vita più liberi, più spregiudicati, più "moderni", la grande maggioranza degli italiani.

Ed è proprio l'Italia nuova, la vera protagonista di questi dialoghi di Parise con i lettori, che ci restituiscono quella che ci sembra la qualità più caratteristica dello scrittore vicentino prestato al giornalismo: la semplicità che sa essere integralmente umana di uno sguardo acutissimo privo di pregiudizi ideologici, sorretto da una scrittura volutamente accessibile a tutti - come spiega l'autore stesso in polemica con Fortini - in omaggio alla democrazia.

A Parise l'Italia che cambia non piace. Non gli piacciono le "masse", non gli piace la "nuova borghesia di massa", non gli piacciono i suoi figli, gli studenti, e ancor più non gli piacciono i padri, "padri deboli, noiosi, lamentosi, meschini chierichetti del denaro, tutti presi dalla "sicurezza finanziaria" come il massimo bene".

E naturalmente è contro il consumismo che distrugge quello che gli sembra il fondo più vero dell'Italia antica: la povertà, alla quale paradossalmente propone di tornare; ma è la vita, il sentimento per essa che prevale nei suoi toni e nelle sue parole.

 

La rappresentazione

E’ possibile far diventare la corrispondenza di uno scrittore con i lettori di un grande quotidiano uno spettacolo teatrale?

Pensiamo di sì, se quello scrittore si chiama Goffredo Parise e se quegli scritti risultano essere drammaticamente attuali. Soprattutto per chi non intende assoggettarsi all’omologazione del pensiero su ciò che riguarda  i molti aspetti della vita umana.

In questi articoli la libertà di giudizio e di argomentazione civile, sono espresse con “orgoglio” e sono come dinamite di fronte a quegli anni di trasformazione, in cui la vecchia Italia conviveva scomodamente con la nuova, in cui la massificazione mondiale era una promessa o un incubo, dove si era da una parte o dall'altra, senza possibilità di esercitare il proprio libero diritto di scelta personale.

 

Con questo spettacolo vogliamo raccontare, attraverso lo scrittore Parise che parla dell'uomo Parise, i nostri scoramenti; cercando di sottrarci alla nebbia delle mode, senza paura di andare contro l'opinione corrente, perché solo così si riesce a ritrovare l'essere umano, ripartire dalla propria storia che ci potrebbe aiutare ad aprire un orizzonte.

 

L’attrice Carla Chiarelli e il musicista Piero Salvatori dialogano tra loro come in una jam session, muovendosi dentro una scrittura che contiene cronaca e letteratura. Le lettere scelte costituiscono il materiale narrativo e parlano di borghesia, povertà, rapporto padri e figli, morale, ambiente.

Tutto viene raccontato con quella semplicità che sta alla base del teatro che non richiede retorica,

né moralismi; ed è tale solo quando sottrae certezze e ci stupisce.

 

Lo spettacolo debutta, in prima nazionale, il 5 settembre 2009, alla Casetta delle Fate di Salgareda in provincia di Treviso.

 

Si ringrazia Giosetta Fioroni per la concessione degli scritti

 

 

“Quei dettagli che, messi insieme, fanno le ore, il giorno,

gli anni e la vita che ci è dato di vivere (qualunque essa sia, sempre bella appunto

perché imprevedibile come il tempo) e che è tutto, dico tutto,quello che abbiamo”.

Goffredo Parise, Verba volant